Tratto da Afghanistan CameraOscura pag. 60-63
[...] Nel 2007 le Forze Nato hanno pubblicamente incoraggiato e sostenuto la coltivazione dell’oppio in Afghanistan, attraverso un messaggio pubblicitario trasmesso dalle radio locali dell’Helmand.
L’annuncio, ideato e pagato dalla Nato, comunicava che “i soldati dell’International Security Assistance Force (ISAF) sono nella regione dell’Helmand per ripristinare la sicurezza e uccidere i ribelli stranieri. I soldati dell’Isaf non sradicheranno le piantagioni di oppio, perché si rendono conto che è l’unica fonte di guadagno per la maggior parte degli afghani.”
Secondo un servizio dell’inviato della BBC News, Alastair Leithead, pubblicato il 24 aprile 2007, la responsabile a Kabul per il dipartimento Droga e Crimine delle Nazioni Unite (UN Office on Drugs and Crime - UNODC), Christina Oguz, ha criticato l’iniziativa della Nato dicendo:
“Non è un messaggio incerto, dubbioso? Esiste un forte legame tra i ribelli e i trafficanti di droga. Ho il timore che i coltivatori possono essere confusi da ciò e credo che non sia un buon messaggio per tutti quelli che hanno un ruolo importante nel traffico di droga.”
Il Governo afghano, invece, ha dichiarato di non essere stato informato di tale campagna pubblicitaria, e che la Nato si era scusata per averlo trasmesso via radio.
Sempre dallo stesso servizio della BBC, un portavoce dell’ISAF ha dichiarato che non c’era nulla di nuovo nell’accaduto, perché le forze militari ISAF sono in Afghanistan solo per occuparsi di sicurezza e tutto ciò che riguarda l’oppio è una responsabilità del Governo afghano.
Oggi l’Helmand è la regione afghana in cui si coltiva più oppio.
Nel dossier ‘Tossicodipendenza, Crimine e Insurrezione – La minaccia transnazionale dell’oppio Afghano’ pubblicato da UNODC nel 2009, il direttore esecutivo Antonio Maria Costa evidenzia:
dal 2002 al 2008 l’oppio ha fruttato ogni anno un miliardo di US dollari ai coltivatori afgani, mentre nel mercato globale ha generato annualmente 65 miliardi di US dollari.
“Noi prendiamo il 3% dei ricavi e il 100% delle colpe” ha evidenziato il presidente Karzai a Costa.
Dei 65 miliardi di dollari (per un totale di circa 500 miliardi in 7 anni) il 5-10 per cento è riciclato dal sistema bancario in modo informale. La restante parte è riciclata attraverso regolari attività commerciali (includendo anche il contrabbando di merci legali) e il sistema bancario.
A tal proposito, nel dossier World Drug Report 2009 UNODC, Antonio Maria Costa scrive: ‘In un’epoca in cui assistiamo al maggior fallimento delle banche, sembra che i banchieri credano che i soldi non puzzano. (At a time of major bank failures, money doesn’t smell, bankers seem to believe).
Dal 2005 al 2008 i Taliban in Afghanistan hanno percepito annualmente circa 150 milioni di dollari dai coltivatori e dai trafficanti di oppio (per un totale di 600 milioni in quattro anni).
Ogni anno circa 3,500 tonnellate di oppio afghano sono esportate nel resto del mondo attraverso una rete di un milione di trafficanti che, a loro volta, lo distribuiscono a circa sedici milioni di persone di cui 100.000 muoiono annualmente.
L’Afghanistan è il produttore del 90% dell’intera produzione mondiale di oppio e, nonostante ciò, solo il 2% del prodotto viene sequestrato dalle Autorità locali e/o internazionali.
Estratto da: Afghanistan CameraOscura di Kash Gabriele Torsello
320 Pagine | 180 Fotografie | ISBN 9788890617300 | © KASH GT 2001 - 2011